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Gli aloni nella Cina del XV secolo

13-07-2026 15:02

Marco Meniero

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Gli aloni nella Cina del XV secolo

Osservazioni, classificazione e interpretazione delle fotometeore

Osservazioni, classificazione e interpretazione delle fotometeore

L'osservazione sistematica dei fenomeni ottici atmosferici rappresenta uno degli aspetti più sofisticati dell'astronomia cinese tradizionale. Tra questi, gli aloni solari e lunari, i pareli, gli archi tangenti e altre fotometeore furono oggetto di una documentazione continua per oltre due millenni. Sebbene tali osservazioni fossero inserite all'interno di una concezione cosmologica e politico-religiosa fondata sul Mandato del Cielo, esse raggiunsero un livello descrittivo e classificatorio di notevole precisione, anticipando di molti secoli analoghi studi sviluppati in Europa.

Nel XV secolo, durante la dinastia Ming, la tradizione osservativa cinese aveva ormai consolidato una terminologia tecnica, una classificazione dettagliata dei fenomeni e una vasta iconografia che oggi costituisce una fonte di grande interesse sia per la storia dell'astronomia sia per la storia della meteorologia.

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La classificazione degli aloni nella tradizione astronomica cinese

La più antica sistematizzazione dei fenomeni alonari compare nella sezione dedicata ai cosiddetti "Dieci Aloni" (Shi Yun) contenuta nel Jin Shu (Storia della dinastia Jin), compilato nel 637 d.C. Questo trattato rappresenta una delle più antiche classificazioni tecniche delle fotometeore giunte fino a noi.

Gli astronomi imperiali distinguevano almeno ventisei differenti configurazioni di aloni solari mediante una terminologia specifica basata sulla geometria del fenomeno osservato. Gli archi concentrici, quelli tangenti e i cerchi perelici ricevevano denominazioni differenti in funzione della loro posizione rispetto al Sole e delle loro caratteristiche morfologiche. Termini come pao ("abbracciare") o pei ("opporsi") descrivevano il rapporto geometrico tra l'alone e il disco solare, dimostrando una notevole attenzione agli aspetti osservativi.

Questa classificazione precede di circa un millennio le prime descrizioni sistematiche europee dei complessi sistemi di aloni, sviluppatesi soltanto tra XVII e XVIII secolo.

Le principali fotometeore osservate

Aloni solari e lunari (Yun)

Gli aloni (Yun, ) costituiscono i fenomeni atmosferici più frequentemente registrati nelle cronache astronomiche cinesi. Le osservazioni, documentate già durante il Periodo degli Stati Combattenti (481–221 a.C.), riportano con regolarità:

  • diametro apparente;
  • durata del fenomeno;
  • intensità luminosa;
  • successione cromatica;
  • eventuale presenza di archi secondari.

Le descrizioni dei colori, frequentemente riportate come rosso nella parte interna e blu-verde verso l'esterno, risultano coerenti con quanto oggi noto sulla rifrazione della luce nei cristalli di ghiaccio presenti nei cirri.

Pareli (Er)

Particolare attenzione veniva dedicata ai pareli (Er, ), oggi interpretati come immagini secondarie del Sole prodotte dalla rifrazione della luce attraverso cristalli di ghiaccio esagonali orientati.

Le cronache riportano numerosi casi di "tre", "cinque" o addirittura più soli contemporaneamente visibili nel cielo. Alcuni studiosi hanno inoltre ipotizzato che i simboli dei Dieci Tronchi Celesti, attestati sulle ossa oracolari della dinastia Shang, possano essere stati ispirati proprio dall'osservazione di configurazioni particolarmente complesse di pareli, sebbene tale interpretazione rimanga oggetto di discussione.

La "Luce di Buddha" (Fo Guang)

Un'altra fotometeora frequentemente descritta è la cosiddetta Luce di Buddha (Fo Guang, 佛光), identificabile con il fenomeno fisico moderno della gloria.

Essa consiste in una serie di anelli colorati che circondano l'ombra dell'osservatore proiettata su nubi o banchi di nebbia. Le prime testimonianze risalgono al 63 d.C. e sono associate soprattutto ai rilievi montuosi della Cina sud-occidentale, come il Monte Emei e il Monte Huangshan, ambienti particolarmente favorevoli alla formazione del fenomeno.

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Funzione politica delle osservazioni astronomiche

Nella concezione cosmologica cinese il cielo costituiva un sistema di comunicazione tra l'ordine universale e il governo terreno. Ogni variazione dell'aspetto del Sole o della Luna veniva interpretata come manifestazione della volontà celeste nei confronti dell'imperatore.

Gli astronomi dell'Ufficio Astronomico Imperiale avevano pertanto il compito di registrare con precisione tutti i fenomeni atmosferici eccezionali e di trasmetterne l'interpretazione alla corte.

Le osservazioni assumevano così una duplice funzione:

  • documentazione astronomica accurata;
  • interpretazione astrologico-politica.

In particolare, gli aloni e i pareli erano considerati indicatori dello stato del Mandato del Cielo e quindi della stabilità dell'Impero.

Interpretazione simbolica delle fotometeore

La simbologia associata agli aloni seguiva una logica coerente con la cosmologia politica cinese.

Pareli e sovranità imperiale

Poiché il Sole rappresentava simbolicamente l'Imperatore, la comparsa di uno o più "falsi soli" veniva interpretata come la presenza di rivali politici, pretendenti al trono o usurpatori.

Configurazioni con tre o più soli indicavano una compromissione dell'equilibrio cosmico e preannunciavano crisi dinastiche o lotte per la successione.

Aloni e presagi politico-militari

L'alone completo attorno al Sole (Zha) era spesso interpretato come il simbolo di una corte assediata da ministri corrotti o da eserciti nemici.

Archi tangenti, pilastri luminosi e raggi che attraversavano il disco solare assumevano invece il significato di armi celesti, annunciando guerre, ribellioni o il crollo dell'autorità imperiale.

Secondo alcune interpretazioni riportate nelle cronache, un arco che attraversava centralmente il Sole poteva addirittura prefigurare l'assassinio del sovrano o un colpo di Stato.

Il manoscritto Thien Yuan Yu Li Hsiang I Fu (ca. 1425)

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Una delle testimonianze iconografiche più importanti della tradizione astronomica Ming è costituita dal manoscritto Thien Yuan Yu Li Hsiang I Fu, attribuito all'imperatore Ming Chu Kao-Chih e databile intorno al 1425. Le tavole conservate presso la Cambridge University Library illustrano numerose configurazioni alonari accompagnate dalla relativa interpretazione astrologica.

Nella tavola di sinistra è rappresentato un alone (Yun) attraversato da un Er lineare. Secondo Chu Win Kung tale configurazione annunciava la sconfitta di un esercito; la Monografia della Storia dei Song aggiunge che, qualora il Sole risultasse attraversato da striature luminose, un comandante sarebbe stato destinato a morire.

La tavola di destra raffigura invece un alone completo accompagnato da quattro Er, quattro Per e quattro Chueh. In questo caso l'interpretazione faceva riferimento a cospirazioni dei ministri di corte. Il testo consigliava all'imperatore di rimanere nel palazzo, chiudere i cancelli della città e predisporre ordini straordinari per tutto l'Impero; qualora fosse sopraggiunta la pioggia entro tre giorni, tali provvedimenti potevano essere revocati.

Sebbene le interpretazioni fossero di natura astrologica, i disegni mostrano una notevole accuratezza scientifica. È infatti possibile riconoscere chiaramente il cerchio perelico, gli aloni di 22° e 46° e diverse tipologie di archi tangenti, dimostrando l'elevata capacità osservativa raggiunta dagli astronomi cinesi.

Conclusione

L'osservazione delle fotometeore nella Cina imperiale costituisce uno dei più importanti esempi di documentazione sistematica dei fenomeni ottici atmosferici dell'antichità. Pur inserite in un contesto interpretativo astrologico e politico, le descrizioni raccolte dagli astronomi imperiali mostrano una precisione sorprendente nella classificazione delle diverse configurazioni alonari.

Le testimonianze del Jin Shu e del manoscritto Thien Yuan Yu Li Hsiang I Fu evidenziano come la tradizione astronomica cinese avesse sviluppato un linguaggio tecnico e una metodologia osservativa estremamente avanzati, anticipando di molti secoli gli studi europei sulle fotometeore. Oggi tali documenti rappresentano una fonte fondamentale per comprendere sia l'evoluzione della meteorologia storica sia il rapporto tra osservazione scientifica e interpretazione simbolica del cielo nelle civiltà premoderne.

Nota terminologica. Nel cinese moderno il termine Yun () indica la "nuvola", mentre il carattere utilizzato nei testi astronomici antichi designa specificamente l'alone ottico prodotto dalla nube.

Si ringrazia la professoressa Antonietta Primavera per la collaborazione.

Marco Meniero, controllore del traffico aereo, ama anche “controllare”, per hobby, il cielo, fermando con un click i suoi mutamenti e la sua spettacolarità. 

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