image-107
menieroskyphotologo
image-208
image-208

Recensione Fujifilm GFX 100S II

09-03-2026 16:37

Marco Meniero

Recensioni, Test strumentazione ottica, fufijilmgfx100sii-medioformato-fujifilm-astrofotografia-luciecoloridelcielo,

Recensione Fujifilm GFX 100S II

Fujifilm GFX 100S II  Una medio formato sotto il cielo stellato.

Fujifilm GFX 100S II 

Una medio formato sotto il cielo stellato

img_0905.jpeg

Per oltre trentacinque anni ho fotografato utilizzando il formato Leica che ha definito la fotografia moderna: il 35mm. Ho iniziato con la Zenit 122, per passare successivamente alle reflex analogiche (Yahshica FX3 Super 2000 ed EOS 30E), successivamente le DSRL (5DMkI, 5DMKII, 5dMKIII e 1DXMkII) fino ad arrivare alle mirrorless Nikon Z9 e Zf. Ho avuto sempre lo stesso approccio tecnico e operativo che questo formato porta con sé: velocità, versatilità, attrezzature relativamente ergonomiche e ottiche luminose.

 

Il mio campo fotografico è però piuttosto particolare. Gran parte del mio lavoro si concentra sulla fotografia astronomica, sul paesaggio e sulla documentazione delle fotometeore: dalle notti sotto cieli stellati alle nubi spettacolari e altri eventi che spesso richiedono una buona lettura della luce, strumentazione versatile, ma anche una qualità d’immagine estremamente elevata.

 

Proprio per questo, negli ultimi mesi ho deciso di fare un passo che per me rappresenta un vero cambio di paradigma: passare dal 35mm al medio formato digitale. Ho deciso di prendere la piccola medio formato Fujifilm GFX100S II, una fotocamera da 102 megapixel che promette una qualità d’immagine fuori dal comune (pari alla Hasselblad H2D II 100C). La GFX vanta un ampio sensore da 43,8 × 32,9 mm e presenta una superficie sensibile 1,7 volte superiore al 24x36mm.

Fujifilm GFX100S II è una delle medio formato digitali più interessanti degli ultimi anni: combina un sensore da 102 megapixel con un corpo relativamente compatto e un prezzo più accessibile rispetto ai prodotti Hasselblad. Per sfruttare al meglio la GFX si deve ripensare alla gestione della luce alla resa tonale, dalla gamma dinamica alla possibilità di catturare dettagli estremamente fini nei paesaggi o nelle strutture del cielo notturno. Allo stesso tempo, porta con sé anche compromessi e limiti operativi che diventano particolarmente evidenti proprio nei generi fotografici che pratico.

venere-mercurio-saturno-capolinaro-scritte.jpeg

Congiunzione dei pianeti Venere, Mercurio e Saturno. Foto scattata nella località balneare vicino Roma: Santa Marinella, nei pressi delle palafitte di Capolinaro. Tecnica: Fuji GFX 100S II con GF 20-35/4 a ISO 80, tempo di posa di 6,5 secondi, lunghezza focale 20 mm  26 febbraio 2026, 18:40 ora locale.

luna-nelle-nubi-corona-lunare.jpeg

Corona atmosferica lunare.

Dati tecnici: Fujifilm GFX100S II at ISO 800, 1/5s, ottica  GF 250 f/4. 

Scatto singolo


In questo testo racconto le mie prime considerazioni sul campo della GFX100S II partendo dalla mia esperienza pregressa col 35mm. Analizzerò i vantaggi che il medio formato può offrire nella fotografia astronomica paesaggistica e nei fenomeni ottici atmosferici (fotometeore), ma anche gli svantaggi pratici — peso, ingombri e operatività — che emergono quando si porta una macchina di questo tipo fuori dallo studio e sotto il cielo reale.

Il sensore medio formato da 102 MP non cambia solo la risoluzione ma anche il modo in cui vengono registrate le strutture deboli e diffuse nel cielo: i fenomeni atmosferici tenui, o i dettagli fini della Via Lattea possono beneficiare di una maggiore superficie sensibile e di una gamma tonale più ampia. Tuttavia il 35 mm mantiene vantaggi pratici come una maggiore disponibilità di ottiche luminose (f/1.4 o anche più aperte) e una gestione del rumore ad alti ISO spesso più ottimizzata per esposizioni molto brevi, fondamentali quando si vogliono riprendere stelle puntiformi senza inseguimento. Il medio formato della GFX, d’altra parte, eccelle nelle esposizioni più controllate — ad esempio con tracking astronomico o durante fenomeni atmosferici lenti come nubi nottilucenti, aloni, archi circumorizzontali o strutture aurorali — dove la combinazione di grande area del sensore, profondità tonale e risoluzione permette di restituire transizioni cromatiche estremamente delicate e una scala di dettaglio che raramente si osserva nel formato 35 mm. In questo senso il medio formato non sostituisce il 35 mm nell’astrofotografia, ma ne amplia le possibilità in direzioni più “scientifiche” e descrittive delle fotometeore e del cielo profondo.


Pregi principali

1. Qualità d’immagine eccezionale del sensore da 102MP.

 

Il punto di forza principale è che offre livelli di dettaglio, gamma dinamica e profondità tonale molto elevati. Questo permette file estremamente lavorabili in post-produzione e con grande capacità di recupero delle ombre e delle alte luci. 

 

Per fotografia paesaggistica, fine art o astronomica questo significa:

 

  • Il vero vantaggio di avere un sensore più grande: la capacità di raccogliere più dati rispetto a un sensore FF, è capace di recuperare fino a 5 stop nelle ombre senza mostrare rumore. Il rapporto segnale rumore è migliore rispetto alla fullframe.
  • possibilità di crop molto spinti (anche 10x per un buona stampa 30cmx40cm)
  • grande pulizia nelle sfumature del cielo
  • enorme quantità di dettaglio nei paesaggi
  • tridimensionalità delle foto

 

2. Gamma dinamica e profondità colori

 

Il sensore grande permette una resa tonale molto naturale e transizioni molto morbide tra luci e ombre, uno dei motivi principali per cui molti fotografi scelgono il medio formato. Questo è particolarmente utile in:

  • paesaggi con forte contrasto
  • fotografie del cielo notturno
  • fenomeni atmosferici con nuvole e luci difficili (ad esempio le corone lunari o le iridescenze sui cirri vicino al disco solare).

 

3. Stabilizzazione molto efficace

 

La fotocamera integra uno stabilizzatore IBIS  a 5 assi sul sensore molto efficace, che aiuta a ottenere immagini nitide anche con tempi relativamente lunghi. In teoria tiene fino a 8 EV di tolleranza (la H2D II 100C Hasselblad ha uno stabilizzatore che arriva a 10EV). 

Questo è utile:

  • nel paesaggio a mano libera
  • nelle lunghe focali medio formato
  • in condizioni di luce scarsa.

 

4. Corpo relativamente compatto per una medio formato

 

Rispetto ad altre fotocamere medio formato, la GFX100S II è abbastanza compatta e maneggevole, avvicinandosi alle dimensioni di alcune mirrorless full frame. Questo è uno dei motivi per cui molti fotografi la usano anche fuori dallo studio. Sembra di usare una Canon EOS serie 5D, o una Nikon 850, con la qualità di una Hasselblad (con poche eccezioni tipo i colori).

 

5. Autofocus migliorato con AI

 

Il sistema AF include riconoscimento del soggetto e tracking migliorato, molto più evoluto rispetto alle prime GFX. L’autofocus implementato dall’AI, è preciso e veloce. Ma non è ancora all’altezza delle top di gamma Sony, Canon e Nikon non tanto per la capacità di individuare la messa a fuoco, ma per l’inerzia dei motori montati nelle ottiche.

Le regolazioni nei menù dell’AF sono poche ma essenziali e senza fronzoli. C’è tutto quello che serve. Il tasto di passaggio della messa a fuoco da Automatica a Manuale è posto sul dorso della camere e non sull’ottica, questo permette di cambiare senza toccare l’ottica e rischiare di modificare focale e punto di fuoco

meniero-per-epod.jpeg

Il cielo sopra San Pietro. 10 Dicembre 2025, startrail di 60 minuti realizzato cosi: cielo composto da 400 scatti da 8 secondi ciascuno + 1 secondo d'intervallo, Fujifilm GFX 100S II a 400Iso, GF 20-35/4 a 20mm f/5.6.

 Panorama scattato secondo indicazioni dell'esposimetro (un solo scatto).

screenshot-2026-03-09-alle-18.13.04.png

Lunapiena tra le nubi.

Raw scattato con GF 250 f/4, esposizione di 1/5, 640 Iso

screenshot-2026-03-09-alle-18.13.57.png

Stesso file del precedente ma con le ombre recuperate con ACR


Altri pregi

  1. Personalizzazione 
  2. Resa pazzesca anche in stampa fino a 6400Iso
  3. Costruzione solida come una Leica 
  4. Noise floor più basso delle FF nei mezzitoni
  5. Mirino con molta risoluzione (ma vedi i contro)
  6. Possibilità di visualizzare l’istogramma in tempo reale sullo schermo può essere utile
  7. Molto comoda la ghiera posta sotto il pulsante di scatto che ha duplice funzione: rotazione/ rotazione con click. Personalmente ho impostato la rotazione per cambiare i diaframmi dell’ottica e la rotazione con click per cambiare gli Iso
  8. Il display superiore rimane acceso ed è comodo perché permette di vedere come è impostata la camera prima di accenderla. Questo aumenta la velocità operativa in un contesto in cui la macchina è di per sé molto lenta (ma vedi i contro)
  9. La “Simulazione Pellicola” utile per previsualizzare il file nel mirino anche se poi viene postprodotto il Raw. La Simulazione Pellicola è utile per chi scatta in .jpg, ma considero uno spreco comprare un GFX e non usare il RAW.
  10. Pixel Shift Combiner, per generare immagini da 400MP, anche impostazioni Custom molto valide (sono 6) e veloci da impostare.
  11. Tasto Q è molto utile e posizionato in modo intelligente, ma troppo piccolo. 
  12. Possibilità di disattivare il touch screen 
  13. Possibilità di vedere i menù in luce rossa (migliore per la foto astronomica)
  14. Tasto “disp/back” molto comodo per visualizzare le informazioni sul display
  15. Tasto di passaggio della messa a fuoco da Automatica a Manuale posto sul dorso della camere e non sull’ottica, questo permette di cambiare senza toccare l’ottica e rischiare di modificare focale e punto di fuoco.
  16. Poter cambiare in camera (anche nel mirino) il rapporto dall’originale 4:3 al 2:3 del 35mm.
  17. Color science di Fujifilm a mio avviso superiore a quella Nikon e Sony e inferiore a Hasselblad.
  18. Bilanciamento del bianco automatico con possibilità di scelta tra due opzioni WB-W (per i bianchi più neutri) e WB-A (più indicato per i bianchi più caldi). Io uso la prima opzione.
  19. L’opzione Dynamic Range, che agisce sulla esposizione del segnale, può essere impostata su tre livelli: DR100, DR200 e DR400. Personalmente uso la prima perchè è la meno invasiva, le altre sottoespongono di 1 e 2 stop e impostano gli ISO di base a 200 e 400. Per sfruttare al massimo questa opzione si deve convertire il RAW con CaptureOne.
  20. La “scala di profondità di campo” visibile nel mirino aiuta la messa a fuoco nel paesaggio.
santa-maria-in-castello-con-giove-scritte.jpeg

Giove su Santa Maria in Castello, Tarquinia (VT)


Difetti 

1. Sistema più lento rispetto al full frame di pari prezzo

 

Anche se migliorato, l’autofocus non raggiunge la velocità dei migliori sistemi full frame di Sony, Canon o Nikon. 

 

Per questo la macchina non è ideale per:

 

  • sport
  • azione molto rapida
  • fotografia wildlife dinamica
  • videomaker 
  • street veloce (quella tipica del sitema Leica M)

 

2. Raffica limitata

 

La raffica è relativamente contenuta (circa 7 fps) e con live view può essere ancora più lenta. Questo conferma che è una fotocamera pensata più per qualità che per velocità.

 

3. Lenti grandi, poca scelta in catalogo e costose

 

Il sistema GF offre ottiche eccellenti ma spesso:

 

  • più costose rispetto agli equivalenti full frame, ma sono costruite in modo maniacale e sono molto robuste
  • alcuni zoom, anche di corta focale, spostano il baricentro del sistema (camera+ottica) troppo in davanti. Questo influisce negativamente sul peso complessivo del sistema e si sente sul collo.

 

4. File enormi

 

I RAW da 102 MP possono essere molto pesanti e richiedono:

 

  • computer con processori veloci
  • molto spazio di archiviazione
  • workflow più lento
  • solamente CaptureOne permette di sfruttare i file al 100%, purtroppo Ps è limitato (non legge le impostazioni Dynamic Range 100, 200 e 400)

Alcuni limiti tecnici

  1. Rolling shutter con otturatore elettronico
  2. il Flash originale Fujifilm EF-60 scatta solo con l'otturatore meccanico
  3. EVF meno avanzato rispetto alla sorella maggiore GFX100 II
  4. I tempi di scatto superiori a 1 secondo crescono con intervalli troppo ampli dando al fotografo meno possibilità di scelta rispetto alla concorrenza (es:1”,2”,3”,4”, 5”,6.5”,8”,10”,13”,15”,20”,25”,30”,40”,50”,60”,2’,4’,8’,15’,30’,60’…)
  5. Nell’ intervallometro per scegliere il numero di scatti superiore alla decina il meccanismo che modifica il contatore è lento: non si può agire sulle decine e sulle centinaia, pertanto si deve aumentare numero per numero (es. per selezionare 400 scatti si deve agire 400 volte sull’interruttore) 
  6. Ergonomia ottima ma non all’altezza delle Eos 1/R1/R3 e Nikon Z9/Z8
  7. Manca una rotella larga e veloce come quelle dei corpi Canon Serie 1
  8. Tasti non retroilluminati come la Nikon Z9
  9. Tasto accensione a leva, sarebbe migliore del tipo che monta la Leica SL3
  10. Adotta due schede SD. La registrazione risulta lenta, sarebbe auspicabile l’adozione delle CF Express. Potrebbe tornare untile HD interno tipo Hasselblad cosi da velocizzare l’operatività generale
  11. Il vano che contiene le schede di memoria non ha la chiavetta di sblocco (sarebbe utile averne una come le Canon serie 1)
  12. Manca la comoda impugnatura verticale
  13. Quando si visualizzano le foto dopo aver scattato, la visione degli scatti avviene dopo circa 2 secondi dallo scatto con schede SunDisk Extreme Pro V90 con 300Mb/s in scrittura e lettura (peso medio del Raw in modalità “Losless” circa 100-120Mb). Questo tempo risulta troppo lento e talvolta l’attesa è frustante.
  14. Mirino/schermo molto rumoroso in ambienti bui, la visione è fastidiosa 
  15. Mirino superiore rimane acceso e consuma la batteria
  16. Manca la batteria professionale come le ammiraglie Canon e Nikon
  17. Pulsanti piccoli; Joistick piccolo e lento 
  18. La griglia per la composizione è nera e non si vede nelle scene scure e nei notturni
  19. Manca tendina che protegge il sensore durante il cambio lente
  20. Menù con grafica datata, andrebbe rivista in stile più moderno. Alcune voci nei sottomenu sono poco intuitive. Andrebbe ripensato sia come struttura, sia come font, sia come colori, ma ci si abitua velocemente
  21. Quando si tiene la camera in verticale, sia il menù, sia la review delle foto scattate rimane con la visualizzazione orizzontale.
  22. 16 bit disponibili solo con “Pixel shift multi shot” e “Still Image”
  23. Impostazione di registrazione RAW Loseless molto utile per risparmiare spazio sulla scheda, ma rallenta il computer quando si apre il file
  24. Il menù nella sezione IQ distrae perché ha molte voci inutili per chi post produce in RAW (Effetti e Simulazioni, bilanciamento bianco ….)
  25. Il conto alla rovescia dell’intervallometro non mostra il numero degli scatti fatti (o mancanti).
  26. Batteria poco efficiente: con 500 scatti da 8 secondi ciascuno a 400Iso ha consumato il 72% della ricarica. Gli stessi scatti con la Nikon Z9 consumano il 30% della batteria 
luna-nelle-nubi-corona-lunare2.jpeg

Corona lunare, file scattato senza rumore.

monitor-gfx.jpeg

La stessa corona lunare della foto precedente, 

visione dello schermo posteriore LCD. 

Si vede molto rumore

mirino-gfx.jpeg

La stessa corona lunare della prima foto, 

visione dello mirino. 

Si vede molto rumore

rolling-shutter.jpeg

Distorsione dell'immagine a causa del rolling shutter, è facilmente risolvibile cambiando le impostazioni dell'otturatore.

img_0904.jpeg

Comodo monitor superiore (carnivoro di energia) 

e LCD posteriore snodabile


In sintesi 

Punti di forza

  • qualità d’immagine straordinaria
  • sensore da 102 MP
  • gamma dinamica e colore eccellenti (se i RAW vengono sviluppati con CaptureOne)
  • corpo relativamente compatto per una medio formato (simile alle reflex serie EOS 5D)

 

La comprerei per

Qualità del Raw (colori, risoluzione)

Qualità delle ottiche (anche se molte partono da f/4)


 

Punti deboli

  • autofocus e velocità inferiori al full frame top di gamma
  • file molto grandi
  • alcune limitazioni hardware (slot SD, raffica)
  • menù poco intuitivo

 

Non la comprerei per 

Il mirino quando usato di notte

Lentezza nella review degli scatti

 

Note:

Esistono alcuni adattatori per montare le ottiche GF sulle mirrorless Canon R e Nikon Z ed altri per usare le ottiche per il FF sulla GFX (ma col il rischio della vignettatura).

 

Alternative (Marzo 2026):

  1. Hasselblad 907 100C, 8500 Euro (sistema che fino al 2026 presenta ottiche solo fino al 135mm)
  2. Hasselblad H2D II 100C, 8000 Euro (sistema che fino al 2026 presenta ottiche solo fino al 135mm)
  3. Fujifilm GFX 100 II (sorella maggiore dalla GFX 100S II), 8000 Euro
  4. Fujifilm GFX 100RF (versione della GFX 100S II ottica fissa 35mm f/4), 5600 Euro
tramonto-su-san-pietro-2026.jpeg

Tramonto dietro San Pietro, 25 Febbraio 2026


Conclusione

La GFX100S II è una fotocamera progettata per chi mette la qualità d’immagine sopra ogni altra cosa. È perfetta per paesaggio, fotografia fine art, studio e lavori commerciali, grandi stampe, mentre è meno adatta per fotografia d’azione, reportage veloce e video.

Personalmente considero il cielo come uno studio fotografico e quando preparo lo scatto mi predo tutto il tempo necessario, pertanto ritengo che questa Fujifilm sia lo strumento ideale per le mie esigenze. 

 

Ringrazio Emanuele Costanzo per avermi indirizzato nell'acquisto di questo prodotto.

raggio-verde-1-fuji.jpeg

Green flash ripreso con il GF 500/5.6 + 1.4X


Approfondimento sulla diffrazione del sensore della Fujifilm GFX 100S II

La diffrazione non dipende dall’apertura massima dell’obiettivo, ma dal diaframma effettivo a cui stai scattando. Quindi: se scatti a f/5.6 con un obiettivo f/1.8, oppure a f/5.6 con un obiettivo f/4 la diffrazione è praticamente la stessa, perché il diametro del diaframma relativo (il numero f/ ) è identico. Questo accade perchè la dimensione del disco di Airy (cioè la sfocatura causata dalla diffrazione) dipende solo da:

  • lunghezza d’onda della luce
  • diaframma (f/xx)

Quindi, indipendentemente dall’ottica:

  • f/2.8 meno diffrazione
  • f/4 più diffrazione
  • f/8 ancora di più diffrazione

 

In astrofotografia

  • a f/2.8 hai meno diffrazione ma più aberrazioni stellari (coma, astigmatismo)
  • a f/4 hai un più diffrazione, ma spesso stelle molto più pulite

Per questo molti astrofotografi chiudono di ½–1 stop.

 

Con pixel molto piccoli (come nei 102 MP della GFX) la diffrazione diventa visibile prima, quindi: su GFX: si inizia a percepire già intorno a f/5.6–f/8, mentre su molti 35 mm: più verso f/8–f/11.

Per questo motivo molti astrofotografi ritengono che con il medio formato ci possano essere problemi di diffrazione. 

 

Vediamo il caso particolare della GFX:

 

In astrofotografia il sensore medio formato da ~102 MP (come quelli usati in alcune fotocamere medio formato moderne) crea una situazione interessante perché pixel molto piccoli + sensore molto grande cambiano il modo in cui diffrazione, campionamento e ottica interagiscono. Il confronto con il 35 mm full-frame diventa quindi molto istruttivo.

 

1. Il punto chiave: dimensione del pixel

 

Un sensore medio formato da 102 MP (ad esempio quello della Fujifilm GFX100 II o della Hasselblad X2D 100C) ha pixel di circa 3.76 µm.

 

Questo è quasi identico alla dimensione dei pixel di molti sensori full-frame da ~45-60 MP (come la Sony A7R V o la Nikon Z9 quando usata in alta risoluzione).

 

Significa che la diffrazione per pixel è praticamente la stessa.

 

La dimensione del disco di Airy dipende da:

 

d \approx 2.44 \lambda f

 

dove

\lambda = lunghezza d’onda

f = numero f

 

Quindi dipende dall’apertura relativa (f/), non dal formato del sensore.

 

2. Però il sensore è molto più grande

 

Il medio formato 44×33 mm ha circa 1.7× l’area del full frame.

 

Quindi succedono due cose:

 

A. Stesso campionamento per pixel, poiché i pixel sono simili:

la diffrazione limite per pixel è quasi uguale

la scala di campionamento è simile

 

B. Ma il campo inquadrato è molto più grande. Il sensore cattura più cielo mantenendo la stessa risoluzione per pixel.

In pratica:

stessa risoluzione angolare

campo molto più ampio

 

Questo è un vantaggio perchè normalmente per avere più campo devi ridurre la risoluzione.

 

Quindi il sensore da 102 MP:

mantiene pixel ottimali per telescopi veloci

ma offre un campo enorme.

 

Con lo stesso telescopio il full frame vede una porzione di cielo, invece il medio formato 102 MP vede un campo 1,7 maggiore senza perdere dettaglio per pixel. Ne consegue che la GFX da 102 MP ha pixel piccoli come i migliori full-frame, quindi stesso limite di diffrazione, ma sensore molto più grande: stessa risoluzione angolare ma campo molto più ampio.

Marco Meniero, controllore del traffico aereo, ama anche “controllare”, per hobby, il cielo, fermando con un click i suoi mutamenti e la sua spettacolarità. 

Marco Meniero, controllore del traffico aereo, ama anche “controllare”, per hobby, il cielo, fermando con un click i suoi mutamenti e la sua spettacolarità. 


facebook
whatsapp

facebook
whatsapp

www.meniero.it @ All Right Reserved 2021 - Sito web realizzato da Flazio Experience

www.meniero.it @ All Right Reserved 2021 - Sito web realizzato da Flazio Experience

NEWSLETTER

Rimani aggiornato su tutte le novità, gli articoli e le recensioni di Meniero.it

menierosoleluna252copia

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER