Il glitter del mare:
quando la luce si trasforma in mille scintille colorate

Avete mai osservato il mare quando il Sole è basso sull’orizzonte e la sua luce sembra trasformare l’acqua in una distesa di migliaia di scintille?
Quello che vediamo è il glitter, o sun glint nella letteratura scientifica: un fenomeno ottico che nasce dalla riflessione della luce del Sole o della Luna sulla superficie irregolare dell’acqua.
Normalmente il glitter appare bianco, dorato o argentato. In condizioni particolari, però, le scintille possono assumere colori diversi, creando un effetto ancora più spettacolare: è il cosiddetto glitter colorato.

Perché il mare sembra brillare?
Possiamo immaginare la superficie del mare come composta da un numero enorme di piccoli specchi.
Se l’acqua fosse perfettamente liscia, la luce verrebbe riflessa in modo regolare, proprio come su uno specchio. Ma la superficie del mare è continuamente deformata dalle onde e dal vento.
Ogni piccola increspatura ha una forma e un’inclinazione diversa e può quindi riflettere la luce in una direzione differente.
Quando una di queste minuscole superfici è inclinata nel modo giusto, riesce a riflettere la luce del Sole direttamente verso i nostri occhi o verso l’obiettivo della fotocamera. In quel punto compare una piccola scintilla luminosa, chiamata glint.
La somma di migliaia di questi piccoli riflessi crea la caratteristica scia del glitter.
Dal punto di vista di fisica ottica questo fenomeno è un caso particolare dei pillar atmosferici (ma nel nostro caso la riflessione avviene sull’acqua e non sui ghiacci a foma di piattelli).

Foto di Roberto Bonini
Un effetto che cambia continuamente
Il glitter non è mai completamente fermo.
Le onde si muovono, cambiano forma e modificano continuamente la loro inclinazione. Anche i piccoli “specchi” che riflettono la luce cambiano quindi posizione e orientamento.
Per questo le scintille sembrano accendersi e spegnersi continuamente, dando alla superficie del mare quell'aspetto brillante e quasi scintillante.
È l'incontro tra luce, geometria e movimento delle onde a creare questo effetto.

Foto di Antonio Tartarini
Perché al tramonto il glitter è così spettacolare?
La posizione del Sole sull’orizzonte è molto importante.
Quando il Sole è basso, come all’alba o al tramonto, la luce raggiunge la superficie dell’acqua con un’angolazione particolare e il glitter può estendersi formando una lunga scia luminosa.
Da lontano può sembrare una vera e propria strada di luce che collega il Sole all’osservatore.
Se poi il mare è mosso dal vento, le diverse inclinazioni delle onde fanno sì che la luce venga riflessa in molte direzioni, rendendo la scia più ampia e irregolare.
Quando il glitter diventa colorato

Foto di Teresa Molinaro
In alcune situazioni particolari il glitter può assumere colori che ricordano quelli dell’arcobaleno.
Qui entra in gioco anche l’atmosfera.
In presenza di una inversione termica, per esempio, può formarsi vicino alla superficie del mare uno strato d’aria più fredda intrappolato sotto uno strato di aria più calda. La differenza di temperatura comporta una differenza nella densità dell’aria e quindi nel suo indice di rifrazione.
La luce che attraversa questi strati d’aria può quindi subire rifrazione e deviazioni molto piccole, che modificano il percorso dei raggi prima o dopo la loro riflessione sulla superficie del mare.
In condizioni geometriche particolarmente favorevoli, questi effetti possono contribuire a separare leggermente le diverse lunghezze d’onda della luce solare, cioè i diversi colori che compongono la luce bianca.
Il risultato può essere un glitter colorato, nel quale alcune scintille appaiono rosse, arancioni, gialle, verdi o blu invece del consueto bianco o dorato.
È importante sottolineare che non è semplicemente l'aria fredda a “scomporre” la luce come farebbe un prisma. È piuttosto la combinazione tra stratificazione dell’atmosfera, rifrazione, dispersione della luce, posizione del Sole e geometria delle onde a creare le condizioni per rendere visibili differenze di colore.
In fotografia l’effetto può risultare ancora più evidente, perché una fotocamera può registrare separatamente le diverse tonalità delle piccole zone di riflessione.
Anche il vento cambia il glitter
Lo stato del mare è un altro elemento fondamentale.
Con acqua relativamente calma, le onde hanno inclinazioni simili e i riflessi rimangono concentrati in una zona più stretta.
Quando aumenta il vento, invece, la superficie diventa più irregolare. Le piccole onde assumono inclinazioni sempre più diverse e la luce viene riflessa in molte più direzioni.
Il glitter diventa così più largo, irregolare e dinamico.
Nel caso del glitter colorato, questa complessa geometria può contribuire a distribuire i diversi colori in punti differenti della scena, creando un mosaico di piccole scintille colorate.

Foto di Giovanni Passalacqua

Quando il glitter incontra una colonna di luce
Il fenomeno può diventare ancora più spettacolare quando sulla scena compare un Sun Pillar, cioè una colonna luminosa visibile sopra o vicino al Sole, generalmente quando quest’ultimo è molto basso sull’orizzonte.
Se la colonna di luce si riflette sulla superficie increspata del mare, il suo effetto può sembrare continuare verso il basso, creando una sorta di colonna luminosa specchiata nell’acqua. Se sono presenti anche condizioni favorevoli alla comparsa del glitter colorato, la scena può assumere tonalità e sfumature particolarmente suggestive.

Foto di Giovanni Giannerini



